Criteri di conoscenza

Ora prendiamo a scrutare con ogni organo, come ciascuna cosa si manifesta,
senza dare maggior credito ad una visione piuttosto che all’udito,
o al rimbombo di un suono più che ai sapori distinti dalla lingua;
non togliendo credito alle altre membra, dovunque ci sia un varco per comprendere, e comprendi ciascuna cosa nel modo che si manifesta;
secondo il mezzo disponibile, infatti, l’intelletto si accresce negli uomini.

Signorelli: Empedocle

Signorelli: Empedocle

Mentre tu senti, o Pausania, figlio dell’animoso Anchita;
perché sono angusti gli organi protesi nelle membra,
e li colpiscono molte vili impressioni, che fiaccano la mente.
Gli uomini, dal breve destino, scrutano solo una piccola parte della vita
con le loro esistenze, e innalzandosi come fumo si dileguano,
solo affidati a quel poco che ciascuno incontra a caso,
mentre vagano per ogni dove; e questo, che per lui è tutto,
si vanta di scoprire.
In tale modo la realtà non è vista né udita dagli uomini,
non è colta con la mente. Ma tu dunque, se così te ne distogli,
almeno avrai quella maggiore conoscenza che l’umano intelletto raggiunge.
Se quelle cose, infatti, dentro i saldi precordi infiggendo,
le osservi con impegno attraverso limpide prove,
tutti questi concetti ti resteranno vicini per l’intera vita,
e da questi si otterranno altri grandi vantaggi, perché da soli
incrementano ognuno nell’indole, secondo la natura che ognuno possiede.
Se invece ti dirigi verso quelle altre suggestioni, che vili sorgono
innumerevoli tra gli uomini e fiaccano la mente,
allora ben presto ti disertano, mentre il tempo si svolge,
bramosi(e) di ritornare alla propria origine diletta.
Sappi che tutte le cose hanno pensiero e la propria intelligenza;
e come è impossibile nascere da ciò che non esiste affatto,
così, questo che esiste, è inattuabile ed inaudito che si distrugga;
quindi ogni volta si troveranno, dove ogni volta qualcuno le infigge.
Ma certamente spetta a meschini vittoriosi, di non prestare fede;
però tu, come reclamano i fidati dettami della nostra musa,
sii certo di conoscere, quando la ragione, dentro le viscere, ti è stata spartita.

Empedocle, Poema fisico, 21-52 (cfr. bibliografia)

Annunci

There are no comments on this post.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: