Eterogenesi dei fini.

Eterogenesi dei fini (ted. Heterogonie der Zwecke). Wundt ha chiamato col nome solenne di «legge dell’E. dei fini» l’osservazione non molto peregrina che i fini che la storia realizza non sono quelli che gli individui e le comunità si propongono, ma sono piuttosto la risultante della combinazione, del rapporto e del contrasto delle volontà umane tra loro e con le condizioni oggettive. (Ethick, 1886, pag. 266; System der Phil., I, pag. 326; II, pag. 221 sgg.). Si può ricordare che Vico aveva già espresso lo stesso concetto in una pagina famosa: «Perché pur gli uomini hanno essi fatto questo mondo di nazioni (che fu il primo principio incontrastato di questa Scienza, dappoiché disperammo di ritruovarla da filosofi e da filologi); ma egli è questo mondo, senza dubbio, uscito da una mente spesso diversa ed alle volte tutta contraria e sempre superiore ed essi fini particolari ch’essi uomini si avevan proposti; quali fini ristretti, fatti mezzi per servire a fini più ampi, gli ha sempre adoperati per conservare l’umana generazione in questa Terra» (Sc. Nuova, 1774, Concl. dell’opera).

(Nicola Abbagnano, Dizionario di Filosofia, cfr. Bibliografia)

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