Schiume.

Dal punto di vista morfologico, la modernità appare anzitutto quale processo di rivoluzione della forma. Non è un caso che i suoi critici conservatori abbiano denunciato ciò come una perdita del centro e lo abbiano rifiutato in quanto insurrezione contro il cerchio di Dio -e continuano a farlo ai nostri giorni. Per i cattolici della vecchia Europa, l’essenza dei tempi moderni può sempre essere espressa in un solo concetto: il sacrilegio della sfera. Decisamente meno nostalgico, pur attingendo in modo inattuale a percorsi non cattolici, il nostro percorso sferologico fornisce  i mezzi per caratterizzare le catastrofi della forma del mondo nella modernità -la globalizzazione terrestre e virtuale- attraverso espressioni che descrivono costruzioni di sfere senza rotondità.
Una tale contradictio in adiecto riflette il dilemma formale dell’attuale situazione del mondo, nella quale, attraverso i mercati e i media globali, infuria una virulenta guerra mondiale delle forme di vita e delle merci dell’informazione. Nel luogo in cui ogni cosa è divenuta un centro, non esiste più un centro valido; nel luogo in cui tutto viene emesso, il supporto emittente centrale si perde nei flussi degli intrecci di messaggi. Possiamo constatare come e per quale ragione l’età del cerchio dell’intimità -l’unico, il più grande, quello che ingloba ogni cosa- e quella dei suoi umiliati esegeti siano irrevocabilmente passate. L’immagine morfologica fondamentale del mondo polisferico che abitiamo non è più la sfera, ma la schiuma– L’attuale messa in rete che circonda la Terra nella sua interezza -con tutte le sue escrescenze nel virtuale- dal punto di vista strutturale non rappresenta tanto, quindi, una globalizzazione ma piuttosto una schiumizzazione. Negli universi della schiuma, le bolle isolate non sono, come nei pensieri metafisici sul mondo, ammesse in un’unica ipersfera integrante, ma riunite per formare montagne irregolari. Avventurandoci in una fenomenologia della schiuma, tentiamo attraverso il concetto e l’immagine, di avanzare verso una amorfologia politica che esplori, fino ad arrivare al loro abisso, le metamorfosi e i paradossi dello spazio solidale nell’epoca dei media multipli e dei mercati mondiali mobili. Solo una teoria dell’amorfo e della non-rotondità potrà, esaminando l’attuale gioco di distruzioni e ricostruzioni delle sfere, restituire la teoria più intima e universale dell’epoca attuale. Schiuma, mucchio, spugne, nuvole e vortici saranno le prime metafore amorfologiche che ci aiuteranno nello studio delle questioni relative alla formazione di mondi interni, alla creazione di contesti e architetture dell’immunità nell’epoca dello scatenamento tecnico della complessità. Ciò che oggi si celebra in modo confuso in tutti i media come la globalizzazione costituisce, da un punto di vista morfologico, la guerra universalizzata delle schiume.

(Peter Sloterdijk, Sfere I, Bolle. Pagg. 117-118. cfr Bibliografia.)

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