L’istante

-Ma dunque ci sarà questa cosa assurda in cui esso è allorquando muta?
-Che cosa?

Giovanni da Fiesole, al secolo Guido di Pietro (Vicchio, 1395 circa – Roma, 18 febbraio 1455), detto il Beato Angelico o Fra' Angelico. ANNUNCIAZIONE (1435). Tempera su tavola (cm. 154x194). Madrid, Museo del Prado.

-L’istante. Pare che ‘istante‘ significhi qualche cosa di simile: ciò da cui qualche cosa muove verso l’una o l’altra delle due condizioni opposte. Non vi è un mutamento infatti che si inizi dalla quiete ancora immobile né dal movimento ancora in moto, ma questa natura dell’istante è qualche cosa di assurdo che giace fra la quiete e il moto, al di fuori di ogni tempo, e così verso l’istante e dall’istante ciò che si muove si muta nello stare e ciò che sta si muta nel muoversi.
-Può essere.
(Trad. Attilio Zadro. cfr. ‘Il Sommario del Parmenide di Platone’)

-Αρ ουν εστι το ατοπον τουτο, εν ω τοτ αν ειη, οτε μεταβαλλει;
-Το ποιν οη;
-Το εξαιφνης. το γαρ εξαιφνης τοιονδε τι εοικε σημαινειν, ως εξ εκεινου μεταβαλλον εις εκατερον. ου γαρ εκ γε του εσταναι εστωτος ετι μεταβαλλει, ουδ εκ της κινησεως κινουμενες ετι μεταβελλει· αλλα η εξαιφνης αυτη φυσις ατοπος τις εγκαθηται μεταξυ της κυνησεως τε και στατεως, εν χρουω ουδενι ουσα, και εις ταντην οη και εκ ταυτης το τε κινουμενον μεταβαλλει επι το εσταναι και το εστος επι το κινεισθαι.
-κινουνευει.

-Esiste allora questa cosa stupefacente in cui l’uno è quando cambia di stato?
-Quale?
-L’istante. Sembra, infatti, che istante indichi qualcosa partendo dal quale si ha un mutamento verso uno dei sue stati. Non si ha infatti mutamento a partire da uno stato di quiete che resti ancora tale, e neppure a partire da uno stato di moto che permanga ancora tale. Invece, questa stessa natura dell’istante è qualcosa di stupefacente che si trova in mezzo tra il movimento e la quiete, perché non è in nessun tempo. Ed è in direzione di questa natura e a partire da essa che ciò che è in movimento muta verso lo stato di quiete, e ciò che è immobile muta in direzione della condizione di movimento.
-C’è il rischio.
(Trad. Franco Ferrari. cfr. Bibliografia)

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Una Risposta

  1. « … Orbene io ti dirò, e tu ascolta accuratamente il discorso, quali sono le vie di ricerca che sole sono da pensare: l’una che “è” e che non è possibile che non sia, e questo è il sentiero della Persuasione (infatti segue la Verità), l’altra che “non è” e che è necessario che non sia, e io ti dico che questo è un sentiero del tutto inaccessibile: infatti non potresti avere cognizione di ciò che non è (poiché non è possibile), né potresti esprimerlo … Infatti lo stesso è pensare ed essere. »
    (Parmenide, da Il poema sulla natura, o Della natura)

    LA VIA DELLA VERITA’ E LA VIA DELLE OPINIONI.
    ________________________________________

    Sintesi della teoria unificata dell’universo fisico e mentale : IL TACHIONE IL DITO DI DIO.
    Parmenide ci parlò dell’Essere mentale,(la fisica quantistica) e Pitagora e Zenone ci parlarono dell’essere apparente o cerebrale o sensibile che dir si voglia,(la relatività della velocità dell’informazione).
    Poi Socrate fissò il giudizio scientifico universale,necessario e immutabile ,come giudizio scientifico per ottenere la conoscenza uguale per tutti gli uomini,(IL CONCETTO).
    I sensi sono dunque la conoscenza dell’apparenza materiale finta, che avviene in automatico. Tutti gli uomini infatti vedono ,sentono ,toccano, assaporano, le stesse sensazioni fisiche .
    Purtroppo Socrate stesso limitò poi il CONCETTO a metodo di conoscenza delle sole realtà visibili.
    Fu il suo unico errore, che diede però spazio ai sofisti e ad altri pensatori per introdurre LA VIA DELLE OPINIONI tutte equipotenti. (Un vero assurdo logico).
    Così prevalse il relativismo. Continuamente additato dall’attuale papa come un pensiero errato e letale. La verità invece esiste ed è l’unica e fondamentale origine della vita.
    Io infatti ho applicato il pensiero sineterico ,(che Galileo Galilei già recuperò ai fenomeni visibili), anche alle ragioni invisibili delle cose visibili ed il CONCETTO è risultato ancora più efficace nell’indagare in senso verticale,oltre che in senso orizzontale.
    Conciliando così Pitagora con Parmenide ho conciliato in effetti il visibile con l’invisibile, ovvero la fisica della relatività con la fisica dei quanti.
    Sono emerse allora ragioni matematiche astratte dei quark e dei leptoni puntiformi.
    Ossia nel visibile le cause e gli effetti del divenire, sono la stessa energia di fotoni che cambia solo lo stato apparente, passando in soste termiche e stati attivati successivi attraversando tunnel quantistici.
    Così come ci ha portati a capire la rivoluzione galileana della scienza.
    Ma ancor di più è risultato nell’invisibile ,che cause ed effetti fisici hanno ragioni nell’energia mentale continua ,(in numeri ordinali),che simula quella fotonica nel cervello quantizzato,(in numeri cardinali).
    A contorno dunque di luoghi o punti virtuali dello spazio tempo apparentemente vuoti, risultano valori di numeri quantici astratti che determinano i valori materiali sensibili di massa,carica e spin.
    Il programma di indeterminatezza di Heisenberg e quello di esclusione di Pauli ci danno i valori di programma d’impenetrabilità dei luoghi fermionici e di trasparenza dei luoghi bosonici.
    Saluti da Vincenzo.
    In rete : Vincenzo Russo filosofo neo eleatico pitagorico.

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