La Storia di “Tutti i casi meno uno”

Tutti i possibili modi di prendere posizione (esplicitamente o implicitamente) rispetto al fondamento, meno uno, costituiscono altrettante negazioni del fondamento. Vi sono vari tipi di negazione: ad es. il fondamento può essere negato perché al suo contenuto non si riconosce valore di fondamento; oppure perché questo valore è riconosciuto soltanto a una parte di quel contenuto (sia pure perché la parte residua è ignorata); oppure perché si nega che il sapere debba avere un fondamento; oppure perché, semplicemente, il fondamento è ignorato sia nel suo contenuto concreto, sia quanto al suo stesso significato formale. Ora, un contenuto logico ha una in quanto è stato in qualche modo negato. (Col che non si intende esaurire il significato del termine , ma solo rilevare una determinazione che alla storia, come divenire, appartiene essenzialmente). Se non fosse mai stato negato, di esso ci sarebbe storia solo per accidens (o la sua storicità apparterrebbe al futuro): nel senso -ad esempio- che ci sarebbe storia soltanto di coloro che hanno continuato ad affermarlo. L’effettualità o l’accadimento storico della negazione è pertanto compreso nel sistema delle possibili negazioni del contenuto considerato, ed è questo sistema che diciamo storia possibile di tale contenuto, o -stante l’argomento che qui è a tema- del fondamento. (Che in tale sistema le negazioni si dispongano o no in un ordine logico determinato, è questione che a questo punto può essere senza danno tralasciata).
Le negazioni accadute -aggiungiamo- si distinguono, all’interno del sistema delle negazioni possibili, dalle negazioni non accadute, per quel tanto che le prime sono oggetto di una cura, di un interesse, di un appassionamento, per cui o la base logica sulla quale tali negazioni si appoggiano viene considerata come il fondamento stesso, o, in generale esse diventano, in quanto tali, contenuto di una certezza. E appunto in ciò consiste l’: nell’impegnare a fondo l’individuo (ché l’individuo è appunto quella cura, quell’interesse, quell’appassionamento), facendogli apparire l’opera o il compito che gli è affidato, come un positivo e come l’intero dell’opera, del compito: anche quando si tratta di un negativo, o di un momento del positivo.

(La Struttura Originaria, parz. da 4. Il fondamento e la storia del fondamento. Emanuele Severino 1957)

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