Schema aristotelico

Il pensiero discorsivo è condannato a procedere per opposizioni, sulla realtà proietta un sistema di antitesi. Fra gli opposti si disdinguono tre tipi.

I CONTRARI stanno agli estremi di uno stesso genere di cose, come le due proposizione “tutto è vero” e “tutto è falso”. Hanno di caratteristico che si negano a vicenda (se tutto è vero anche “tutto è falso” lo sarà, e viceversa) e che possono essere entrambi falsi (dati i contrari avarizia e prodigalità, c’è chi non cade in nessuna delle due).

I SUBCONTRARI sono contrari attenuati, come nell’antitesi parsimonioso/generoso rispetto all’antinomia prodigo/avaro. A differenza dei contrari, i subcontrari possono incontrarsi a metà strada: chi spende il giusto da un lato e la generosità dall’altro.

I CONTRADDITTORI invece impongono un aut aut, se l’uno è vero, l’altro è falso e viceversa, come le coppie avarizia/generosità o prodigalità/parsimonia.

Rientrano nello schema le quadernità naturali (caldo/freddo, tiepido/fresco; estate/inverno, primavera/autunno; giorno/notte, mattina/sera) e anche i quattro elementi, essendo contrari i movimenti distintivi del Fuoco e dell’Acqua, subcontrari quelli dell’Aria e della Terra. Fra questi ultimi il punto di mediazione era tradizionalmente l’Uomo, in quanto fatto d’argilla in cui era soffiato lo spirito.

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